Il Regolamento UE 2026/266 introduce ulteriori limitazioni allo sforzo di pesca per nasello e scampo nel Mediterraneo occidentale, con copertura su tutte le GSA rilevanti: 1, 2, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 — in pratica l'intero bacino del Med. occ. e l'Adriatico.
Il meccanismo prevede compensazioni per le imbarcazioni che adottano attrezzi selettivi, incentivando tecnicamente la transizione verso pratiche di pesca meno impattanti. Per la lampuga, il provvedimento congela il numero di FAD autorizzati e introduce limiti di cattura diretti.
La conseguenza pratica per il mercato è già leggibile: l'offerta italiana di queste specie si ridurrà ulteriormente nei prossimi mesi. Non si tratta di una previsione — è una traiettoria scritta nel testo normativo. La pressione rialzista sui prezzi all'ingrosso è confermata per legge.
Per importatori e grossisti, la domanda strategica diventa: chi copre la riduzione dell'offerta domestica? I player che hanno già costruito filiere strutturate con fornitori extra-UE — Marocco, Mauritania, Norvegia — si trovano oggi in una posizione di vantaggio competitivo reale. Non è un vantaggio temporaneo: con ogni nuovo ciclo normativo di questo tipo, l'asimmetria si amplia.
Chi non ha ancora diversificato la base fornitori su queste specie farebbe bene a muoversi prima che i prezzi scontino pienamente il nuovo quadro regolatorio.