La Recommendation GFCM/48/2025/7, recepita nel Regolamento UE 2026/266, ha introdotto una riduzione del 56% dei limiti di cattura per la ricciola (Seriola dumerili, greater amberjack) nel Mediterraneo per il 2026. Un taglio che non è un aggiustamento marginale: è un segnale strutturale sul futuro della specie nella filiera ittica italiana.
Per ristoratori e importatori che lavorano con ricciola fresca del Mediterraneo, la conseguenza è diretta: meno offerta di prodotto locale, pressione al rialzo sui prezzi, disponibilità sempre più stagionale e selettiva. Chi non ha anticipato la carenza si trova a rincorrere il mercato in condizioni di svantaggio.
La risposta operativa richiede di muoversi su due fronti. Il primo è la ricciola da acquacoltura: Grecia, Spagna e Croazia hanno filiere consolidate in grado di supplire alla riduzione del selvaggio, con prodotto disponibile tutto l'anno e qualità controllata. Il secondo è il portafoglio specie alternative: dentice, orata di taglia superiore, leccia — prodotti che in cucina possono occupare lo stesso posizionamento premium.
La gestione degli stock ittici nel Mediterraneo si sta stringendo su più fronti. La ricciola non è un caso isolato: è il segnale di un mercato che cambia strutturalmente, dove la normativa comunitaria anticipa la scarsità biologica. Saperlo leggere con anticipo è il vantaggio competitivo di chi conosce la filiera prima che il problema arrivi sul conto economico.
Fonte: GFCM Rec. 48/2025/7 / EUR-Lex Reg. UE 2026/266 — Gennaio 2026