ZEE italiana operativa: sequestri flotte extra-UE e rischio supply

Dal gennaio 2026, l'Italia esercita piena giurisdizione sulla propria Zona Economica Esclusiva (ZEE) a 200 miglia nautiche, istituita con decreto nel settembre 2025. Non è un cambiamento solo formale: le autorità marittime italiane hanno ora poteri di polizia concreti su pesca, ricerca e sfruttamento delle risorse in Mediterraneo e Adriatico. I primi sequestri di flotte extra-UE per pesca ICCAT non autorizzata sono già avvenuti.

Per gli operatori che acquistano pesce da flotte di paesi terzi — Marocco, Tunisia, Turchia, Cina — il quadro operativo cambia in modo significativo. Le aree di pesca tradizionalmente utilizzate da questi fornitori ricadono ora sotto controllo italiano. Il rischio di blocco dei carichi o di interruzione della supply è aumentato in modo concreto, in particolare per specie di pregio come tonno rosso, pesce spada e cernie.

La risposta operativa per chi gestisce acquisti da fornitori internazionali è una sola: pretendere documentazione completa sulle aree di cattura e sulle autorizzazioni ICCAT da ciascun fornitore. Non come adempimento burocratico, ma come criterio di selezione del fornitore. Chi non può documentare la legittimità della propria attività di pesca nel Mediterraneo non è un fornitore affidabile — indipendentemente dal prezzo.

La tracciabilità smette di essere un costo aggiuntivo e diventa un fattore competitivo: i fornitori in grado di garantire filiere documentate avranno accesso preferenziale al mercato italiano. Gli altri no.