AquaFarm 2026: acquacoltura Mediterraneo vale €9,3 mld, 3 milioni di tonnellate

L'acquacoltura nel Mediterraneo e nel Mar Nero vale €9,3 miliardi e produce quasi 3 milioni di tonnellate. Sono i dati SoMFi 2025 presentati ad AquaFarm 2026 (Pordenone Fiere, febbraio), la principale fiera italiana del settore con 120 espositori e oltre 2.000 partecipanti.

Il quadro fotografa un settore in espansione e in diversificazione. Molluschicoltura e alghe sono i segmenti in maggiore crescita — due filiere che intercettano tanto la domanda di proteine sostenibili quanto i nuovi interessi dell'industria alimentare per ingredienti funzionali.

Ma il dato più rilevante per chi opera nella distribuzione è un altro: il buyer HoReCa premium sta già chiedendo prodotto acquacolo certificato. Certificazioni ASC, biologico, sistemi di tracciabilità digitalizzata: non sono più elementi differenzianti di nicchia, ma prerequisiti per accedere ai segmenti di clientela più redditizi.

Il divario tra chi propone prodotto acquacolo commodity e chi offre prodotto certificato e tracciabile si traduce direttamente nella marginalità. Il mercato non remunera allo stesso modo i due livelli. Per importatori e distributori che servono ristoranti e strutture ricettive di qualità, il posizionamento su prodotto certificato è la leva con il miglior rapporto effort/risultato nel medio termine.

Il Mediterraneo è un bacino acquacolo maturo. Chi sa valorizzarlo adeguatamente verso il buyer giusto ha ancora ampi spazi di crescita.