High Seas Treaty BBNJ in vigore: nuove MPAs limitano la pesca d'altura

Il Trattato BBNJ — Accordo sull'Alto Mare (High Seas Treaty) — è pienamente in vigore nel 2026. Un evento normativo di portata storica che ridisegnerà, nel medio-lungo termine, le condizioni di accesso ad alcune delle aree di pesca più produttive del pianeta.

Il trattato prevede due pilastri operativi: l'autorizzazione alla creazione di Aree Marine Protette (MPAs) in acque internazionali e l'obbligo di Valutazione d'Impatto Ambientale per qualsiasi attività di pesca d'altura. Le prime restrizioni concrete sono attese su alcune zone di pesca pelagica, con designazioni di MPAs già in fase di discussione.

L'impatto commerciale non è immediato, ma la direzione è inequivocabile. Nel medio termine, la disponibilità di specie pelagiche come tonni, cefalopodi e alcune specie demersali d'altura potrebbe ridursi nelle zone soggette a protezione. Gli operatori che dipendono strutturalmente da queste risorse devono iniziare a monitorare lo sviluppo delle designazioni.

Il lato positivo della medaglia è per chi ha già investito in filiere certificate. Le certificazioni MSC, ASC e i sistemi di tracciabilità digitale stanno diventando condizioni di accesso al mercato, non più semplici strumenti di marketing. Il buyer — che sia GDO, HoReCa o retail premium — tende sempre di più a richiedere garanzie di sostenibilità verificabile.

Chi ha anticipato questo trend è strutturalmente avvantaggiato. Per chi è ancora esposto a filiere non certificate, il tempo per adeguarsi si accorcia.