CATCH Digitale: la Nuova Burocrazia che Blocca l'Import Ittico

Dal 10 gennaio 2026 il certificato di cattura digitale CATCH, gestito sulla piattaforma europea TRACES NT, è obbligatorio per ogni importazione o esportazione extra-UE di prodotti ittici. A mesi dall'entrata in vigore, la transizione digitale si sta rivelando tutt'altro che indolore per gli operatori del settore.

Secondo le analisi di Eurofish e Vision and Global Trends, sul terreno la situazione è di caos operativo: ritardi nelle procedure, blocchi di merci in dogana e tensioni crescenti tra la Commissione europea, che ha imposto lo strumento come argine alla pesca illegale (IUU), e gli operatori, che si trovano a gestire una piattaforma ancora acerba nel funzionamento quotidiano.

Il punto critico è che il CATCH non è più una formalità amministrativa che si può sistemare a posteriori: un certificato compilato in modo incompleto o errato può bloccare fisicamente una spedizione in dogana, con conseguenze dirette sui tempi di consegna e sui costi di stoccaggio.

Per importatori e broker doganali italiani che lavorano con fornitori extra-UE, il messaggio operativo è diretto: verificare fin da subito, con ogni fornitore, che il certificato CATCH sia compilato correttamente in TRACES NT prima dell'imbarco della merce, non dopo. Il rischio di un blocco doganale oggi è concreto, non teorico.