Acquacoltura Italiana: la Sostenibilità si Misura, non si Dichiara

Con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2026, il MASAF ha aggiornato il disciplinare del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ) "Acquacoltura Sostenibile", integrando la metodologia PEF (Product Environmental Footprint) per la valutazione dell'impronta ambientale dei prodotti ittici allevati.

Si tratta di un passaggio importante: fino ad oggi molte dichiarazioni di sostenibilità nel settore ittico si basavano su criteri qualitativi o autocertificati, difficili da confrontare tra un operatore e l'altro. La metodologia PEF, sviluppata dalla Commissione Europea, introduce invece un sistema di misurazione standardizzato e verificabile, basato su indicatori di impatto lungo l'intero ciclo di vita del prodotto.

Per i produttori italiani certificati SQNZ, questo significa poter comunicare la propria sostenibilità con dati oggettivi anziché con affermazioni generiche — un vantaggio competitivo concreto in un mercato, soprattutto HoReCa e GDO, sempre più attento a evitare accuse di greenwashing e sempre più esposto anche alla direttiva UE anti-greenwashing in arrivo a settembre 2026.

La domanda per chi opera nella filiera è diretta: la sostenibilità del proprio prodotto allevato viene già comunicata ai clienti con dati misurabili, o resta ancora un'affermazione di principio?