Crisi tonno tropicale: pressione sui costi delle conserve italiane

Il tonno in scatola che arriva sugli scaffali italiani non nasce nel Mediterraneo, ma a migliaia di chilometri di distanza, tra il Pacifico orientale e il Sud-est asiatico. E li che si sta consumando oggi una tensione che presto arrivera anche sui listini nazionali.

A Manta, in Ecuador, uno dei principali hub di sbarco del tonno tropicale, i prezzi dello yellowfin sono ai massimi, mentre lo skipjack continua a rafforzarsi. Parallelamente, a Bangkok — il principale polo mondiale di lavorazione delle conserve ittiche — la logistica del freddo e sotto stress, con costi operativi in aumento lungo tutta la filiera di trasformazione.

L'Italia non pesca tonno tropicale, ma e pienamente integrata nella filiera europea di import e lavorazione delle conserve. Questo significa che le tensioni sul Pacifico orientale e nel Sud-est asiatico non restano un fenomeno lontano: si traducono direttamente in pressione sui costi industriali a valle, fino allo scaffale italiano.

Per chi acquista conserve o materia prima per la trasformazione, il segnale e gia visibile nei listini. La domanda operativa per importatori e distributori e una sola: rivedere ora le coperture e i contratti di fornitura sul medio termine, prima che l'aumento dei costi di lavorazione si consolidi stabilmente nei prezzi finali.

The Fish Guy continua a monitorare l'evoluzione dei mercati del tonno tropicale e le loro implicazioni per la filiera italiana delle conserve.