Italia, secondo importatore UE ittico: 7,6 miliardi di euro

L'Italia si conferma il secondo importatore UE di prodotti ittici per valore, con 1,11 milioni di tonnellate importate nel 2024 per 7,6 miliardi di euro. Solo la Spagna, principale fornitore con il 22% del valore import, precede il nostro paese in questa classifica, seguita da Svezia, Olanda, Francia e Danimarca.

Ma il dato che conta di piu per chi lavora in filiera non e quello dell'import. Nello stesso anno l'Italia ha esportato 179.182 tonnellate di prodotto ittico per 1,2 miliardi di euro, verso mercati come Germania, Spagna, Francia e Croazia. La bilancia commerciale resta negativa per 6,4 miliardi di euro, ma il quadro complessivo racconta una storia diversa da quella del semplice mercato di sbocco.

L'Italia si conferma infatti un hub di trasformazione e ri-esportazione a valore aggiunto: importa materia prima, la lavora, e la ricolloca sui mercati europei come prodotto finito o semilavorato. Una funzione strategica che va oltre la semplice dipendenza dall'estero.

Per importatori e trasformatori italiani, questo dato ha un'implicazione diretta: la competitivita non si gioca solo sul prezzo d'acquisto della materia prima, ma sulla capacita di aggiungere valore e riposizionare il prodotto nella filiera europea. Chi ha gia strutturato una linea di trasformazione o co-packing lo sa bene: il margine si sposta a valle, non a monte.

The Fish Guy continua a monitorare i flussi commerciali della filiera ittica italiana e le opportunita che ne derivano per gli operatori.