Molluschi bivalvi: l'allerta sanitaria che frena il mercato UE

I molluschi bivalvi sono al centro delle preoccupazioni sanitarie piu delicate delle ultime settimane nel mercato ittico europeo. Si registra un aumento dei casi legati a Vibrio vulnificus, Vibrio parahaemolyticus, norovirus ed epatite A, riconducibili al consumo di molluschi bivalvi crudi o poco cotti.

In Campania, su 204 analisi concluse a fine marzo 2026, sono risultati 9 campioni positivi al virus dell'epatite A (HAV). Un dato circoscritto, ma che si somma a una comunicazione mediatica pubblica spesso generica sulle 'cozze', senza distinguere tra prodotto certificato e tracciato e prodotto fuori filiera.

Il risultato e che i volumi di prime vendite di molluschi bivalvi nell'Unione Europea rallentano, frenati dall'incertezza tra operatori e consumatori. Il mercato ittico europeo indica proprio i bivalvi come il tema piu delicato del momento, con un impatto che va oltre il singolo dato sanitario.

Per grossisti e ristoratori che trattano molluschi, il rischio principale non e tanto quello sanitario in se, quanto quello reputazionale: una comunicazione indistinta puo danneggiare anche chi ha investito in controlli, certificazioni e provenienza tracciata. In questo contesto, la tracciabilita di filiera smette di essere solo un obbligo normativo e diventa un vero e proprio argomento commerciale, capace di distinguere chi vende prodotto controllato dal resto del mercato.

The Fish Guy continua a monitorare i temi di sicurezza alimentare che impattano la fiducia dei consumatori nella filiera ittica.