Negli Stati Uniti prende forma un possibile bando totale al pesce catturato o lavorato in Cina. La Congressional-Executive Commission on China (CECC), guidata dal senatore Dan Sullivan, ha scritto formalmente al presidente Trump chiedendo un ordine esecutivo che vieti l'import di prodotti ittici legati a navi cinesi o a stabilimenti di lavorazione sul territorio cinese, citando pratiche di debt bondage e lavoro forzato documentato, incluso quello della minoranza uigura.
Il Senato USA ha gia fatto un primo passo in questa direzione: il NDAA 2026, la legge di bilancio della difesa, include il divieto di pesce cinese per le forniture destinate all'esercito americano. Un bando esteso a tutto il mercato civile rappresenterebbe pero un salto di scala molto piu significativo per i flussi commerciali globali.
Per la filiera europea la domanda e diretta: dove andrebbero a finire i volumi oggi diretti al mercato USA? Uno scenario plausibile e un eccesso di offerta verso l'Europa, con possibile pressione al ribasso sui prezzi di alcune categorie di prodotto rilavorato. Ma il rovescio della medaglia e il rischio reputazionale e di tracciabilita per chi acquista prodotto lavorato in Cina senza una verifica puntuale dell'origine.
Per importatori e trasformatori italiani, e il momento giusto per rivedere la mappa reale dei propri fornitori a monte della filiera, ben prima che eventuali misure regolatorie la rendano una necessita urgente.
The Fish Guy monitora gli sviluppi della filiera ittica globale e il loro impatto sul mercato italiano.