Non tutte le notizie sugli stock ittici del Mediterraneo sono negative. Mentre specie come il nasello europeo e i gamberi rossi di profondità restano in gran parte sovrasfruttate, la triglia di fango (Mullus barbatus) racconta una storia diversa.
Secondo i dati più recenti su stock e piani di gestione della GFCM (Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo), il 31% degli stock di triglia di fango è oggi classificato come pescato in modo sostenibile. In Adriatico, la biomassa è tornata sopra la soglia di riferimento biologico (BMSY), il livello che garantisce la produttività massima sostenibile della risorsa nel tempo.
Il merito è dei piani di gestione pluriennali adottati dalla GFCM per le principali specie demersali del Mediterraneo: limiti di sforzo di pesca, chiusure spaziali e temporali, e un monitoraggio scientifico continuo dello stato degli stock.
Il contrasto con altre specie demersali di rilievo commerciale — nasello, gambero rosso, gambero viola — resta netto: tutti gli stock valutati di questi ultimi risultano ancora sovrasfruttati nonostante gli sforzi di gestione in corso.
Per chi si approvvigiona di prodotto ittico locale, la triglia di fango è un argomento di credibilità concreto: dimostra che la sostenibilità della filiera mediterranea non è solo un obiettivo teorico, ma in alcuni casi sta già producendo risultati misurabili.