Acciughe e Sardine: il Mare Pugliese si Scalda

Il mare pugliese si scalda, e le reti dei pescatori locali tornano sempre più spesso vuote di acciughe e sardine. Secondo le segnalazioni raccolte lungo le coste dell'Adriatico e dello Ionio pugliese, il riscaldamento delle acque marine è associato a un calo progressivo delle catture di piccoli pelagici, una delle specie storicamente più abbondanti e identitarie della pesca regionale.

Non si tratta di un episodio isolato o di un'annata particolarmente sfortunata: il fenomeno si inserisce in un trend più ampio di stress termico del Mediterraneo, che sta modificando la distribuzione e la disponibilità di diverse specie ittiche costiere. Per acciughe e sardine, specie sensibili alle variazioni di temperatura dell'acqua, l'impatto si traduce direttamente in minore pescato disponibile sui mercati locali.

Per gli operatori della filiera italiana che lavorano piccoli pelagici — sott'olio, marinati, freschi per la GDO e l'HoReCa — questo scenario rafforza l'esigenza di diversificare le fonti di approvvigionamento. Aree come il Cantabrico spagnolo, che ad oggi non presenta lo stesso livello di stress termico delle coste pugliesi, rappresentano un'alternativa da valutare per garantire continuità di fornitura e stabilità di prezzo, riducendo l'esposizione a un singolo bacino di pesca sempre più imprevedibile.

Chi acquista acciughe e sardine mediterranee dovrebbe iniziare a considerare il rischio climatico come un fattore strutturale di pianificazione degli acquisti, non più come un'eccezione stagionale.