Il protocollo di pesca tra Unione Europea e Mauritania è in scadenza il 14 novembre 2026, e il suo rinnovo non è affatto scontato.
L'accordo attuale copre gamberi, nasello nero, specie demersali e piccoli pelagici, per un potenziale di cattura autorizzato alla flotta UE fino a 280.050 tonnellate l'anno. È uno dei protocolli di pesca extra-UE più rilevanti per volume tra quelli negoziati dalla Commissione Europea con paesi terzi.
Se il rinnovo non venisse concluso entro la scadenza, le navi europee autorizzate dovrebbero fermare le attività nelle acque mauritane. Uno scenario che toccherebbe direttamente una delle principali fonti extra-UE di gamberi e pesce demersale per il mercato europeo, con effetti a cascata su disponibilità e prezzi lungo tutta la filiera.
Per gli importatori italiani che si appoggiano, direttamente o indirettamente, a fornitori mauritani, i prossimi mesi rappresentano la finestra utile per agire: verificare i contratti in essere, capire l'esposizione reale della propria catena di approvvigionamento a questa rotta, e mappare per tempo fonti alternative — che si tratti di altri accordi extra-UE o di produzione europea.
Non è la prima volta che un protocollo di pesca UE con un paese terzo arriva a scadenza in una fase di negoziato incerto, ma la combinazione di volumi coinvolti e specie strategiche (gamberi e nasello nero in particolare) rende questo dossier uno di quelli da monitorare con attenzione da qui a novembre. Chi aspetta l'ultimo momento per verificare le alternative rischia di trovarsi a rincorrere il mercato in piena stagione.