L'Italia resta il primo produttore europeo di trota iridea, con oltre 30.000 tonnellate prodotte ogni anno. Circa il 37% di questo volume è destinato all'export, in crescita soprattutto verso l'Est Europa, con la Polonia in testa.
Un primato che potrebbe far pensare a una filiera solida e senza pensieri. Ma dal 2020 le importazioni di trota sono in aumento costante — non per un calo di competitività dei produttori italiani, ma per un limite strutturale: il cambiamento climatico riduce la disponibilità di acqua sorgiva, la risorsa su cui si basano gli allevamenti nazionali.
È un caso raro e istruttivo: il collo di bottiglia non è la domanda, non sono i mercati di sbocco, non è la competitività di prezzo. È una risorsa naturale che si sta restringendo, e che nessuna strategia commerciale può da sola compensare nel breve periodo.
Per chi lavora trota italiana — grossisti, trasformatori, ristorazione che valorizza il prodotto nazionale — è un segnale da prendere sul serio con largo anticipo: iniziare a costruire rapporti con fornitori esteri complementari oggi, prima che la disponibilità diventi un problema stagionale acuto, significa arrivare pronti quando l'offerta nazionale si stringerà davvero.
Fonte: Eurofishmarket / Associazione Piscicoltori Italiani, luglio 2026