Granchio verde invasivo in Alaska: pesca sperimentale rimandata

Il Dipartimento Pesca e Caccia dell'Alaska ha respinto la richiesta d'emergenza presentata da una tribù di Ketchikan per aprire una pesca sperimentale del granchio verde europeo (Carcinus maenas), specie aliena in rapida espansione lungo le coste del sud-est dello Stato.

Il commissario Doug Vincent-Lang ha chiarito di non essere contrario al principio di una pesca dedicata, ma di voler prima definire regole chiare su attrezzi ammessi e gestione delle catture accessorie. La questione tornerà davanti al Board of Fisheries regionale solo nel 2028, lasciando ancora anni di finestra alla diffusione della specie.

Il caso alaskano offre uno spunto di riflessione anche per il contesto europeo: lo stesso granchio verde è specie aliena pure nel Mediterraneo, dove in diverse aree, tra cui alcune lagune e delta italiani, è già oggetto di iniziative di raccolta e valorizzazione commerciale, spinte anche dalla necessità di contenerne la pressione su molluschi e altre specie autoctone.

Il confronto tra i due casi mette in luce un tema ricorrente nella gestione delle specie aliene marine: la velocità con cui una popolazione invasiva può espandersi supera spesso i tempi della regolamentazione della pesca, con il rischio di perdere la finestra utile per trasformare un problema ecologico in un'opportunità commerciale controllata.

Per gli operatori italiani che già lavorano il granchio blu e altre specie aliene, l'esperienza nazionale può diventare un riferimento utile anche in altri contesti geografici alle prese con lo stesso dilemma.