Farina di pesce: il deficit peruviano 2026 scuote la filiera globale

Il Peru ha chiuso la prima stagione 2026 di pesca dell'anchoveta nella zona Nord-Centro con appena 471.111 tonnellate sbarcate, a fronte di una quota assegnata di oltre 1,9 milioni di tonnellate. Un mancato raggiungimento cosi ampio — meno di un quarto dell'obiettivo — non e' un semplice ritardo stagionale, ma il segnale di una carenza strutturale nella disponibilita' della materia prima.

L'anchoveta peruviana e' il pilastro della produzione mondiale di farina e olio di pesce, ingredienti chiave nei mangimi per l'acquacoltura globale, dal salmone norvegese al gambero asiatico. Segnali simili arrivano anche da Cile e dagli altri produttori del Pacifico del Nord, suggerendo una pressione diffusa sull'offerta piuttosto che un caso isolato.

Per chi importa o commercializza pesce d'allevamento, l'effetto di questa carenza si fa sentire prima sui costi di produzione dei fornitori che sugli scaffali finali — ma con l'aggravarsi della situazione, arrivera' anche li. Monitorare l'esposizione della propria filiera a questa materia prima diventa un esercizio di gestione del rischio, non solo di curiosita' di mercato.

Il dato conferma una tendenza che il settore osserva da tempo: la sostenibilita' degli stock di piccoli pelagici come l'anchoveta e' sempre piu' vulnerabile a fenomeni climatici e di sovrasfruttamento, con ricadute dirette sull'intera catena di approvvigionamento ittico mondiale.