Le imprese di pesca e acquacoltura hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per stipulare la polizza catastrofale obbligatoria contro sisma, alluvioni, frane ed esondazioni, introdotta dalla Manovra 2024. Una scadenza precisa, spesso ancora poco presente nell'agenda operativa di molte aziende del settore.
La copertura non è un adempimento puramente formale: senza polizza, le imprese restano escluse dalla partecipazione a bandi MIMIT, ai fondi PNRR e, in prospettiva, anche ai finanziamenti bancari ordinari. In un settore che dipende in modo significativo da investimenti agevolati e credito per rinnovare flotte, impianti di acquacoltura e attrezzature, si tratta di un requisito di accesso al credito e alla finanza pubblica, non solo di una tutela assicurativa.
Per chi opera come fornitore, cliente o partner commerciale di imprese di pesca e acquacoltura, il tema ha una ricaduta pratica diretta: un'impresa esclusa da bandi e finanziamenti per un adempimento mancato rischia di trovarsi in difficoltà operative con effetti a cascata lungo tutta la filiera, dai tempi di consegna agli investimenti in qualità e capacità produttiva.
Vale la pena, quindi, verificare per tempo lo stato di questa copertura con i propri fornitori e clienti nel settore, prima che una scadenza oggi ancora lontana diventi un problema concreto e urgente a ridosso di fine anno.