Pescherie Italiane: -17,9% di Punti Vendita in Sette Anni

Il retail ittico italiano sta cambiando pelle, e i numeri lo confermano: tra il 2018 e il 2025 i piccoli negozi alimentari — categoria che include le pescherie — sono passati da 92.583 a 75.982, una flessione del 17,9%, secondo il Rapporto sul Commercio di Confcommercio.

Il dato, a prima vista, potrebbe far pensare a un settore in crisi. Ma la lettura corretta è diversa: nello stesso periodo gli addetti sono calati solo del 7%, segno che i punti vendita rimasti sono in media più grandi e più strutturati. Il retail ittico non sta sparendo — si sta concentrando.

A cambiare in parallelo è anche la composizione delle famiglie italiane: quelle di una sola persona sono salite dal 21,1% al 37,1% del totale nello stesso arco temporale. Meno persone per nucleo familiare significa acquisti più piccoli, più frequenti, e una domanda crescente di soluzioni pronte piuttosto che di grandi quantità da cucinare.

Per chi fornisce le pescherie, questo scenario richiede un cambio di approccio: ripensare pezzature, porzionatura e servizi a valore aggiunto — filettato, pronto da cuocere, monoporzione — invece di competere solo sul prezzo all'ingrosso per chilogrammo. Aiutare i propri clienti pescivendoli a difendere il margine in un mercato che si concentra su meno insegne, ma più solide, è oggi una leva commerciale concreta tanto quanto il prezzo.

Fonte: Pesceinrete / Rapporto sul Commercio Confcommercio — luglio/agosto 2026