Per anni il prezzo e' stato considerato il fattore decisivo nell'acquisto di prodotti ittici. Il report McKinsey State of the Consumer 2026 ridimensiona questa idea, individuando quattro trasformazioni che oggi pesano davvero sulle scelte dei consumatori: la tecnologia (in particolare l'intelligenza artificiale usata nella fase di ricerca e confronto pre-acquisto), l'attenzione alla salute, la ricerca di un'esperienza di consumo e un pragmatismo crescente.
Quest'ultimo punto e' probabilmente il piu' rilevante per chi lavora nella filiera ittica italiana: quando il budget si restringe, il consumatore non abbandona il pesce, ma opera un trade-down — sceglie una specie diversa, un formato diverso (ad esempio surgelato al posto di fresco) o una marca diversa, mantenendo pero' l'abitudine di consumo.
Il messaggio per produttori, trasformatori e retailer e' chiaro: il prezzo resta un fattore centrale, ma smette di essere l'unico argomento quando il valore reale del prodotto — resa, praticita' d'uso, origine verificabile, certificazioni di sostenibilita' — viene comunicato in modo chiaro al cliente. Se questo valore non viene raccontato, il confronto tra prodotti si riduce inevitabilmente al solo cartellino del prezzo, con margini sempre piu' compressi per chi vende.
Un tema che riguarda direttamente anche chi si occupa di consulenza sulla comunicazione di filiera: raccontare bene un prodotto ittico oggi vale quanto produrlo bene.