Entra a pieno regime la norma UE che impone ai paesi terzi di certificare l'assenza di antimicrobici vietati nei prodotti di acquacoltura destinati al mercato europeo. Non e una novità assoluta — il quadro era stato introdotto in via progressiva — ma da settembre 2026 la copertura documentale diventa una condizione piena per l'ingresso in UE.
La lista dei paesi autorizzati e stata aggiornata. Il caso piu rilevante e quello dell'India: inizialmente esclusa, e stata reinserita dopo essersi adeguata ai requisiti, con oltre cento nuovi stabilimenti abilitati all'export verso l'Unione. Un segnale che il meccanismo funziona come leva: chi si mette in regola rientra, chi non lo fa resta fuori dal mercato.
Per gli importatori il punto e operativo. Chi acquista gambero vannamei, pangasio, tilapia o altro pesce d'allevamento da paesi terzi deve verificare due cose: che il paese di origine sia nella lista aggiornata e che il singolo stabilimento sia abilitato e coperto dalla certificazione. In assenza di questi elementi, la partita rischia il blocco al controllo veterinario di frontiera, con costi di stoccaggio, respingimento o distruzione a carico dell'operatore.
La raccomandazione e chiara: rivedere ora la due diligence sui fornitori extra-UE, mappare gamma e stabilimenti per origine e chiedere ai partner la documentazione aggiornata prima delle spedizioni di fine anno. Un tema di conformità che si gestisce a monte, non in dogana.