Norvegia: il merluzzo d'allevamento supera i tre quarti dell'export di fresco

C'e' un passaggio strutturale in corso nel merluzzo nordico e chi lo importa dovrebbe iniziare a metterlo a bilancio. Ad agosto 2026 il merluzzo d'allevamento ha rappresentato quasi tre quarti dell'export norvegese di merluzzo fresco: e' la quota piu' alta di sempre e il secondo mese consecutivo sopra il 70%.

Il motivo e' noto: i volumi di merluzzo selvatico fresco restano compressi dalle quote ridotte nel Mare di Barents, mentre gli impianti di allevamento norvegesi aumentano le consegne. Il totale di merluzzo fresco spedito dalla Norvegia e' comunque cresciuto di circa il 6% in volume rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: non manca il pesce, cambia da dove arriva.

Per gli importatori italiani questo significa un prodotto diverso. L'allevato garantisce calibri piu' uniformi e disponibilita' costante lungo tutti i dodici mesi, senza la stagionalita' tipica del selvatico. Cambiano pero' consistenza, resa in lavorazione e percezione del cliente finale, elementi che vanno gestiti con chi acquista a valle.

Il consiglio operativo e' concreto: rivedere i capitolati di fornitura, aggiornare l'etichettatura per distinguere in modo chiaro allevato e selvatico, e preparare l'informazione commerciale per la ristorazione e la GDO. Nei contratti 2026-2027 conviene inoltre stimare quanto pesera' l'allevato sul totale approvvigionato, perche' la traiettoria non sembra destinata a invertirsi nel breve periodo.