Il 9 settembre 2026, a Roma, in concomitanza con la 37a sessione del Comitato per la pesca della FAO (COFI37), Assoittica Italia ha organizzato un "Operational Roundtable on Seafood Supply Chain Development and Cooperation". Al tavolo delegazioni di Africa, America e Asia, riunite attorno a temi molto concreti per chi importa: sicurezza alimentare, tracciabilita' e lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
L'obiettivo dichiarato e' aprire rapporti tecnici e commerciali diretti tra l'industria italiana e Paesi che oggi non sono tra i fornitori abituali. Non e' un dettaglio diplomatico: e' il segnale che la diversificazione geografica dell'approvvigionamento e' passata dallo status di ipotesi a quello di strategia esplicita.
Le ragioni sono note. Sanzioni, quote in calo su piu' stock, competizione crescente dei compratori asiatici sulla stessa materia prima: chi trasforma e distribuisce prodotto ittico in Italia ha bisogno di allargare la mappa delle origini per non restare esposto a un numero ristretto di fornitori.
Il messaggio operativo per gli uffici acquisti e' duplice. Da un lato si aprono nuove origini di prodotto potenzialmente interessanti a medio termine. Dall'altro l'accesso a questi mercati passera' da requisiti stringenti di tracciabilita', certificazione di cattura e conformita' allineati agli standard UE. Conviene iniziare fin da ora a mappare e qualificare fornitori nelle aree geografiche coinvolte, seguendo da vicino l'evoluzione di questi tavoli.