La revisione dell'Organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, disciplinata dal Regolamento UE 1379/2013, e tornata al centro del dibattito al Parlamento europeo. Tra le richieste degli operatori del settore ce n'e una che tocca da vicino chi importa: mantenere la simmetria delle norme di commercializzazione.
Il principio e semplice. Ogni nuovo obbligo introdotto su origine, zona di cattura e informazione al consumatore dovrebbe applicarsi allo stesso modo al prodotto ittico dell'Unione e a quello importato da Paesi terzi. A questo si aggiunge la richiesta di una valutazione preventiva dei costi per il comparto delle conserve e dei trasformati, oggi particolarmente esposto a nuovi adempimenti di etichettatura.
Se il criterio della simmetria venisse recepito, l'importatore dovrebbe garantire su ogni lotto extra-UE lo stesso livello di informazioni gia richiesto sul prodotto europeo: zona FAO di cattura, metodo di produzione, origine e tracciabilita documentale lungo la catena di fornitura.
L'indicazione operativa per chi acquista fuori dall'Unione e di non aspettare l'entrata in vigore. Conviene allineare fin da ora contratti, capitolati e schede tecniche dei fornitori, verificando che ogni partita in arrivo porti con se i dati di origine e metodo con il dettaglio che la normativa europea impone al pescato comunitario. Adeguare la documentazione a monte costa meno che rincorrere l'obbligo a valle, quando sara legge.