Tonno skipjack ai massimi da 9 anni: cosa cambia per l'import italiano

All'INFOFISH Tuna 2026 di Bangkok il segnale che arriva agli operatori del settore è netto: le quotazioni del tonno skipjack, la materia prima base delle conserve ittiche, hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi nove anni. Gli analisti presenti alla conferenza attribuiscono il rialzo agli effetti di El Niño sulle catture nel Pacifico, con ulteriori aumenti attesi nei prossimi mesi.

Per la filiera conserviera italiana, che dipende in larga parte da materia prima importata, il rally dello skipjack è un segnale da non sottovalutare. Storicamente, un aumento sostenuto dei prezzi all'origine si trasferisce sui listini finiti con un certo ritardo — un tempo che gli operatori più attenti possono sfruttare per bloccare i volumi critici a condizioni ancora favorevoli.

Tre mosse operative emergono con chiarezza per chi acquista o lavora tonno per il mercato italiano: allungare la copertura contrattuale sui volumi strategici, monitorare pezzature e origini alternative prima che il rally si consolidi ulteriormente, e rivedere i margini sulle linee di conserva entry-level, le più esposte a un rialzo prolungato della materia prima.

Il tonno in scatola resta uno dei prodotti ittici più consumati in Italia: un aumento sostenuto della materia prima, se non gestito per tempo, rischia di comprimere i margini lungo tutta la filiera, dall'importatore al distributore finale.