Occhialone, pesce di pregio con lo stock sotto il limite

L'occhialone (Pagellus bogaraveo), noto in Campania e Sicilia come pezzogna, è uno dei pesci bianchi più apprezzati della ristorazione mediterranea: carne compatta, sapore delicato, pezzature importanti. È anche una delle specie più fragili dal punto di vista della gestione degli stock.

Lo stato dello stock. Nel mare di Alboran e nello stretto di Gibilterra, l'area di pesca principale per le flotte spagnole e marocchine, la valutazione GFCM indica una biomassa riproduttiva sotto il limite minimo di riferimento di 625 tonnellate: lo stock è considerato impoverito e sovrasfruttato.

Le regole. Dal 2022 è in vigore un piano di gestione pluriennale della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo, rafforzato nel 2024 con nuovi limiti di cattura e una chiusura più lunga. A novembre 2025 è stata adottata una regola di controllo delle catture che guida i limiti annuali. Il regolamento UE 2026/266 recepisce il tetto di catture e un fermo di almeno 60 giorni consecutivi tra gennaio e marzo nelle aree chiave, durante la riproduzione.

Cosa succede ora. Il 16 settembre 2026 la Commissione ha presentato la proposta sulle possibilità di pesca 2027 per il Mediterraneo: le misure sull'occhialone saranno aggiornate dopo la sessione annuale della GFCM di fine ottobre. L'accordo politico in Consiglio è atteso a metà dicembre.

Cosa significa per chi compra. L'occhialone è una specie con offerta scarsa per struttura, non solo per stagione. Il fermo invernale riduce le forniture a inizio anno, le pezzature grandi sono sempre più rare e la pressione sulla disponibilità favorisce confusioni con specie simili. Per ristoratori e distributori conviene pianificare la presenza in carta, verificare con cura origine e specie in etichetta, e preparare alternative credibili per i mesi di fermo.