Pota, il Perù alza la quota per la terza volta nel 2026

La pota (Dosidicus gigas), il calamaro gigante del Pacifico orientale, è la materia prima di gran parte di anelli, strisce e tentacoli di calamaro surgelati venduti in Europa. E il suo primo produttore al mondo, il Perù, ha appena alzato per la terza volta la quota del 2026.

La decisione. Con una risoluzione ministeriale di fine agosto, il Ministero della Produzione peruviano ha portato il limite massimo di cattura 2026 a 709.659 tonnellate, rendendo disponibili 82.321 tonnellate aggiuntive per il periodo dal 30 agosto al 31 dicembre. La quota è divisa tra imbarcazioni più piccole e unità di media stazza. La scelta si basa sulle valutazioni scientifiche dell'IMARPE, l'istituto del mare peruviano, che ha stimato la disponibilità di esemplari aggiuntivi.

Il peso del Perù. La pota è la principale pesca artigianale del Paese, con sbarchi medi intorno alle 500.000 tonnellate l'anno: più della metà delle catture mondiali della specie. Secondo l'IMARPE lo stock è pienamente sfruttato dal 2021.

Le tensioni. Non tutto il settore festeggia. La stampa peruviana riporta le denunce dei pescatori su oltre 9.000 imbarcazioni che opererebbero senza controlli adeguati, con un eccesso di offerta che spinge al ribasso i prezzi all'origine. Negli ultimi mesi il tema della quota ha anche provocato proteste nelle aree di sbarco.

Cosa significa per chi compra. Per importatori e trasformatori il quadro del quarto trimestre è favorevole: più materia prima disponibile e un mercato all'origine sotto pressione. È il momento di negoziare le forniture di fine anno. Con due attenzioni: verificare la tracciabilità e la legalità della pesca, visto il tema dei controlli sulla flotta artigianale, e controllare in etichetta la specie, perché sotto il nome generico di calamaro possono stare prodotti molto diversi per resa e qualità.