Mar Rosso: Suez riapre, ma il rischio per il pesce resta

Le grandi compagnie di navigazione container stanno tornando a transitare dal canale di Suez, recuperando la rotta più breve tra Asia ed Europa. Ma nel frattempo la tensione nel Mar Rosso è tornata a salire. Per la filiera ittica italiana, come sottolinea Pesceinrete in un'analisi del 21 settembre 2026, è un rischio logistico concreto, anche se non una crisi di approvvigionamento.

Il paradosso. Operatori come Maersk e Hapag-Lloyd stanno riportando i propri servizi su Suez per riguadagnare tempi di transito più efficienti. Proprio la sicurezza che rende possibile questo ritorno, però, torna incerta. Un nuovo peggioramento costringerebbe le navi a rientrare sulla rotta del Capo di Buona Speranza, con transiti più lunghi e calendari di arrivo da rivedere.

Cosa viaggia su quella rotta. Una quota rilevante dell'import ittico italiano arriva dall'Asia e dall'Oceano Indiano: calamari, con l'India che copre quasi un quarto delle forniture, gamberi, tonno e polpi. Le destinazioni principali sono i porti liguri, da La Spezia a Genova e Vado Ligure. Per il prodotto surgelato un ritardo di una o due settimane non compromette la qualità, ma può rompere i piani di assortimento, le promozioni e la continuità delle consegne ai clienti.

Cosa fare. La risposta è operativa, ordine per ordine. Verificare porto d'imbarco, servizio marittimo e rotta prevista; conoscere in anticipo le alternative disponibili; e soprattutto incorporare un margine temporale nelle consegne critiche, in particolare quelle legate a periodi di forte domanda come le festività di fine anno. Conviene anche chiarire nei contratti con i fornitori chi si fa carico dei costi e dei ritardi in caso di deviazione della rotta.

Da tenere d'occhio. Gli annunci degli armatori sui servizi Asia-Mediterraneo e l'evoluzione della sicurezza nell'area. Chi pianifica gli acquisti di fine anno dall'Asia farebbe bene a muoversi con qualche settimana di anticipo rispetto al solito.