La cassetta del pesce è da sempre un oggetto che nessuno guarda: si riempie, si spedisce, si butta. Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (UE) 2025/40, noto come PPWR, la trasforma in una scelta di filiera. Ne ha scritto Pesceinrete il 25 settembre 2026.
Cosa prevede la norma. L'articolo 29 stabilisce che dal 1° gennaio 2030 gli operatori economici debbano garantire che almeno il 40% degli imballaggi da trasporto utilizzati, tra cui casse, scatole e vassoi di plastica, sia riutilizzabile all'interno di un sistema di riuso.
Il chiarimento sul pesce. Il 19 febbraio 2026 la Commissione europea ha precisato che le cassette monouso per il pesce, non essendo imballaggi flessibili, possono rientrare negli obblighi di riutilizzo dell'articolo 29. È il passaggio che porta direttamente il settore ittico dentro la norma.
Cosa non dice. Il regolamento non vieta le cassette in polistirolo espanso entro il 2030. Impone però di confrontarsi con un quadro in cui il riuso diventa la regola per una quota rilevante degli imballaggi da trasporto.
Dove si gioca la partita. Il riuso funziona solo se esiste un sistema: infrastrutture di recupero e lavaggio, logistica di ritorno delle cassette, un numero di rotazioni sufficiente a renderle convenienti e una gestione corretta del fine vita. Per chi pesca, importa o distribuisce pesce fresco significa pianificare accordi con fornitori, clienti e operatori di pooling.
Cosa fare adesso. Il primo passo è misurare: quante cassette si usano, su quali flussi, dove finiscono. Da lì si capisce su quali tratte il riuso è già praticabile e dove servono soluzioni condivise di filiera. Il 2030 è vicino, soprattutto per decisioni che richiedono investimenti e accordi tra più attori.