Il salmone rosa (Oncorhynchus gorbuscha), detto anche gorbuscha o humpback salmon, è il più piccolo e il più abbondante dei salmoni del Pacifico. Carne chiara, gusto delicato, prezzo accessibile: è la materia prima di molti filetti surgelati, porzioni e conserve di salmone selvaggio. E il suo primo produttore al mondo, la Russia, sta vivendo una stagione 2026 molto difficile.
I numeri. Secondo i dati riportati dalla stampa russa, a metà agosto le catture di salmone del Pacifico nell'Estremo Oriente russo erano circa il 64% sotto le previsioni, con il salmone rosa a costituire la parte principale del pescato. La situazione più critica riguarda Sakhalin, con un ammanco del 76,5%; la Kamchatka, area chiave, resta comunque oltre il 55% sotto le attese. Undercurrent News riporta a fine settembre che le catture restano depresse e i prezzi sul mercato interno sono in forte aumento.
L'aringa compensa. Le catture russe complessive del 2026 sono previste stabili intorno a 4,7 milioni di tonnellate, ma solo perché l'aringa del Pacifico, in crescita del 31%, compensa il crollo del salmone.
Perché interessa l'Italia. Il salmone rosa russo viene in gran parte congelato intero e rilavorato in Asia ed Europa in filetti, porzioni e prodotti trasformati che arrivano anche sul mercato europeo. Meno materia prima all'origine e prezzi interni più alti significano, nei prossimi mesi, disponibilità più tesa per queste referenze. Chi usa il salmone selvaggio del Pacifico come alternativa economica al salmone atlantico d'allevamento dovrebbe verificare per tempo coperture e fornitori.
Da tenere d'occhio. L'andamento delle catture in Alaska, l'altro grande polo del salmone del Pacifico, e le offerte di prodotto rilavorato per il primo trimestre del prossimo anno.