La seconda stagione 2026 del calamaro Loligo delle Falkland (Doryteuthis gahi, il calamaro patagonico) si è chiusa il 27 agosto, appena tre giorni dopo la riapertura. Il dipartimento pesca delle isole aveva già sospeso l'attività nel Loligo Box il 12 agosto per bassa biomassa; i dati di cattura successivi e due giorni di pesca esplorativa hanno portato alla chiusura precauzionale.
Non è un episodio isolato: è il quarto anno consecutivo in cui la seconda stagione incontra difficoltà. L'amministrazione delle Falkland sta valutando nuove misure da sperimentare per le stagioni 2027.
Per il mercato italiano la notizia pesa. Il Loligo patagonico è una delle referenze più presenti nel surgelato — calamari interi, tubi, anelli — e arriva in larga parte attraverso la lavorazione spagnola. Una stagione mancata significa meno prodotto disponibile fino alla prossima primavera e un mercato più teso per chi deve coprire promozioni e contratti invernali.
Cosa fare adesso: verificare le coperture sul calamaro patagonico, confrontarsi per tempo con i fornitori sulla disponibilità reale e valutare le alternative per specie e origine, ognuna con resa, pezzatura e posizionamento diversi.
Il ripetersi delle difficoltà nella seconda stagione è anche un segnale strutturale: per il quarto anno le condizioni della risorsa non hanno sostenuto la pesca prevista. Per i buyer significa che la disponibilità di Loligo Falkland va considerata meno garantita che in passato, e che conviene costruire un portafoglio calamaro più diversificato, con più origini e formati in grado di sostituirsi a vicenda quando una stagione salta.
Il calamaro è un prodotto che il consumatore italiano non abbandona: la differenza la farà chi avrà pianificato gli acquisti prima degli altri.