USA-Cina, dazi in calo anche sul pesce americano

Stati Uniti e Cina hanno concordato un taglio reciproco dei dazi, e nella lista di Pechino ci sono anche pesce e frutti di mare americani. Sono 1.619 i prodotti USA inclusi e, secondo il Ministero del Commercio cinese, per circa il 90% delle voci si tornerebbe ai dazi di base, i cosiddetti MFN.

Attenzione però a non correre: oggi è un impegno, non una regola in vigore. Le riduzioni partiranno solo quando entrambi i Paesi avranno completato le rispettive procedure interne, e il testo definitivo dei dazi sul pesce resta da vedere voce per voce.

Perché interessa chi importa in Europa? Perché da quando i dazi hanno complicato la vita al pesce americano in Cina, parte di quei volumi ha cercato altri sbocchi, e il mercato europeo è uno dei più accessibili. Se la porta cinese si riapre a condizioni migliori, l'offerta USA ha meno motivo di spingere altrove.

Allo stesso tempo la Cina torna a pesare di più come compratore di materia prima: più domanda cinese su specie come salmone, pollock e merluzzo significa più concorrenza nell'acquisto, e quindi meno margine di manovra sui prezzi per chi compra in Europa.

Il consiglio operativo è semplice: non scontare nulla oggi, ma tenere d'occhio due segnali nei prossimi mesi, la data di entrata in vigore e l'elenco preciso delle voci ittiche. Chi ha contratti con fornitori americani o con trasformatori che dipendono da materia prima USA farebbe bene a ragionare già adesso su un piano B di origine.

Come cambierebbe la vostra pianificazione di acquisto se l'offerta USA fosse meno spinta verso l'Europa?