Out of stock nel fresco: 1 cliente su 3 rinuncia all'acquisto

Una nuova ricerca di GS1 Italy con NielsenIQ fotografa l'impatto dell'out-of-stock sulle vendite. Il fenomeno riguarda circa il 10% delle visite in negozio, ma l'84% dei consumatori l'ha vissuto almeno una volta.

Il dato che interessa chi lavora il fresco: il 42% dell'indisponibilità si concentra nei prodotti freschi. Carne, pesce, uova e salumi pesano per il 16% dei casi complessivi.

Cosa fa il cliente davanti allo scaffale vuoto? Il 33% sostituisce (22% cambia marca, 11% cambia formato), il 28% compra altrove e il 31% rinuncia all'acquisto.

Per il pesce la questione è più complessa. Non tutte le specie hanno la stessa disponibilità, non tutte le referenze la stessa shelf life, e la sostituibilità non è garantita. Aumentare le scorte non è una strada percorribile: spreco e deperibilità lo impediscono.

La risposta è organizzativa: previsione della domanda più accurata, collaborazione tra industria e distribuzione, e un assortimento con alternative pronte per specie e pezzatura.

Per importatori e grossisti è un argomento commerciale concreto: garantire continuità di fornitura vale più di uno sconto, perché ogni mancato acquisto in negozio è una vendita che non torna.

Come gestite oggi le alternative quando una specie manca? Il tema merita un confronto serio tra chi vende e chi distribuisce.