Sardina dell'Adriatico sotto il limite, acciuga stabile

La sardina dell'Adriatico è nel punto più basso della sua serie recente. Lo dice la valutazione 2026 del Working Group sui piccoli pelagici della GFCM, che riguarda le sottozone geografiche GSA 17-18 (Nord e Centro Adriatico) e usa i dati di cattura del 2025.

I numeri della sardina. La biomassa è scesa sotto il punto limite di riferimento: B/Bmsy 0,25, B/Blim 0,84. La mortalità da pesca resta molto elevata: F/Fmsy 2,39, cioè circa 2,4 volte il livello compatibile con la massima resa sostenibile. Nel 2025 la valutazione aveva già segnalato un calo (B/Bmsy 0,32, F/Fmsy 1,82): la tendenza è quindi peggiorata.

L'acciuga va meglio. La valutazione rivista indica biomassa sopra i punti limite e precauzionali (B/Bpa 1,1, B/Blim 1,43) e una mortalità da pesca in discesa, F/Fmsy 0,98, poco sotto il target.

Cosa significa per il mercato. Per chi vende pesce azzurro la sardina adriatica è un'offerta fragile: se la pressione di pesca non cala, i prossimi interventi di gestione possono ridurre ulteriormente le catture. L'acciuga è l'alternativa più stabile, ma resta una specie da seguire.

Cosa fare. Rivedere il mix sardina/acciuga in assortimento, verificare origine e taglia, e valutare fornitori alternativi per la sardina in vista delle prossime stagioni. Le misure gestionali sono definite dal piano pluriennale GFCM per i piccoli pelagici dell'Adriatico e dai regolamenti UE collegati.

Il punto per la filiera. Il pesce azzurro è uno dei prodotti più identitari del mercato italiano, e proprio per questo ogni segnale sullo stato degli stock va tradotto presto in scelte di assortimento, non a stagione già iniziata.