Salmone norvegese: meno pesci, biomassa record e più peso

Nel mare norvegese ci sono meno salmoni ma più pesanti. I dati di luglio 2026 del Direttorato norvegese della pesca, ripresi da Salmon Business, spiegano come cambia l'offerta in autunno.

I numeri. A fine luglio la biomassa ha toccato 887.623 tonnellate, il +3,0% sull'anno e il livello più alto per il mese nella serie disponibile dal 2017. Le macellazioni sono state di 174.704 tonnellate (+6,3%). Il numero di pesci in mare è invece sceso dell'1,8%, mentre la mortalità è calata del 31%, con circa 2,5 milioni di pesci morti.

Cosa vuol dire. Se i pesci sono meno ma i volumi crescono, a salire è il peso medio: i calcoli implicano circa il 5% in più rispetto a luglio 2025. Meno mortalità e crescita più rapida sono il motore dell'aumento.

Effetto sulle pezzature. Per chi compra, il segnale è sulle taglie: più disponibilità nelle fasce grandi, mentre le pezzature piccole possono essere più strette. I capitolati costruiti sulle taglie medie dell'anno scorso vanno riletti, soprattutto per GDO e foodservice che lavorano su porzioni standard.

Cosa fare. Verificare con i fornitori la distribuzione delle taglie prevista per l'autunno, valutare la resa e il formato (filetto, trancio, porzione) delle pezzature più grandi e aggiornare listini e promozioni di conseguenza. Il dato riguarda la fornitura norvegese e va letto insieme alle previsioni di offerta dei prossimi trimestri.

Il punto per la filiera. Una pezzatura più grande non è automaticamente un vantaggio: cambia la resa, la porzionatura e il costo per piatto. Chi lavora con listini stabili ha l'occasione di negoziare in anticipo le fasce di taglia, invece di subirle a ordine ricevuto.