Spagna, consumi di pesce in calo: il congelato avanza sul fresco

Il pesce che entra nelle case spagnole cala, ma non allo stesso modo ovunque. Il panel consumi del Ministero dell'Agricoltura spagnolo (MAPA), basato sugli acquisti quotidiani di circa 12.500 famiglie, mostra per luglio 2026 un mercato in leggero arretramento mentre l'alimentare nel complesso cresce.

I numeri di luglio. Il totale dei prodotti della pesca perde il 2,5% in volume, contro un +1,5% dell'alimentare. Nei pesci il calo è del 2,3%, ma il fresco scende del 3,3% mentre il congelato sale dell'1,7%. Il valore del comparto resta sostanzialmente stabile, segno di prezzi medi più alti.

Specie che salgono e che scendono. Crescono salmone (+5,4%) e orata (+7,5%), insieme a caballa fresca, rombo e rana pescatrice. Calano branzino (-22,8%), baccalà (-21%), sogliola e tonno (-12,2%). Tra molluschi e crostacei il totale è a +1,0%: il cotto cresce dell'11,9%, il congelato scende del 5,4%, le cozze perdono il 18,3%, mentre gamberi e gamberoni salgono del 7,8%.

Il quadro sui dodici mesi. Nell'anno mobile fino a luglio il totale pesca è a -2,6% in volume; baccalà (-26,9%) e branzino (-17,2%) arretrano, orata (+12,7%) e calamari/polpo (+20,4%) avanzano.

Cosa significa per l'Italia. La Spagna è il primo mercato estero dell'export ittico italiano. Per chi vende fresco il messaggio è di assortimento: la domanda premia alcune specie e formati e ne penalizza altre. Conviene verificare con i clienti spagnoli dove il carrello si sposta, prima di rivedere programmi e volumi per l'autunno. Il dato va letto come tendenza di consumo domestico: ristorazione e canale fuori casa seguono dinamiche proprie e vanno verificate separatamente con i clienti.