Merluzzo del Mare del Nord: l'ICES consiglia zero catture nel 2027

Il 9 ottobre l'ICES, il consiglio scientifico internazionale per il mare, ha pubblicato il parere sulle possibilità di pesca 2027 per il Northern Shelf: Mare del Nord, ovest della Scozia, Manica orientale e Skagerrak. Per il merluzzo bianco la raccomandazione è zero catture, per il secondo anno consecutivo.

Perché zero. Il merluzzo del Northern Shelf è composto da tre sub-stock che si mescolano fuori dal periodo riproduttivo e vengono pescati insieme. Il sub-stock meridionale è sotto il limite biologico e non mostra segni chiari di recupero. L'ICES osserva che due sub-stock potrebbero sostenere catture limitate, ma pescare ciò che è sostenibile per loro lascerebbe una probabilità del 46% che il meridionale resti sotto soglia nel 2028. Da qui l'approccio precauzionale.

Eglefino. Per l'eglefino del Mare del Nord il parere è di massimo 87.366 tonnellate, contro le 108.301 della quota concordata per il 2026. Lo stock è in salute, con pressione di pesca sotto i limiti, ma è in calo dopo il picco del 2023: con le catture raccomandate la biomassa riproduttiva scenderebbe del 24% entro il 2028.

Cosa succede ora. Il parere non è una quota. La Commissione europea propone, il Consiglio decide insieme a Norvegia e Regno Unito: i negoziati sul Mare del Nord si svolgono tra ottobre e novembre. Per il 2026 i tre partner hanno scelto di tenere aperta la pesca del merluzzo, pur con quote ridotte, nonostante il parere zero.

Per gli operatori. Senza una misura di gestione il rischio sarebbe di un'offerta ancora più corta sul pesce bianco nord-europeo. Con l'eglefino in calo e il merluzzo incerto, vale la pena impostare per tempo i programmi 2027 con origini alternative (Barents, Islanda) e formati sostitutivi.