Tonno australe: la CCSBT alza la quota del 14,5%

Il tonno australe (Thunnus maccoyii) è il bluefin dell'emisfero sud: cugino stretto del nostro tonno rosso, vive tra Oceano Indiano, Pacifico sud-occidentale e Atlantico meridionale e si riproduce in un'unica area a sud dell'Indonesia. Lo gestisce la CCSBT, la Commissione per la conservazione del tonno australe.

Dopo un anno di stallo, la Commissione ha alzato la quota del 14,5%: secondo Undercurrent News, Giappone e Australia, i due maggiori detentori, ottengono +1.002 t ciascuno. Il TAC globale era fermo a 20.647 t per il triennio 2024-2026, fissato con la Management Procedure, e alla riunione del 2025 i membri avevano confermato il limite per il 2026 senza trovare l'accordo sul blocco successivo.

Il prodotto finisce in larga parte su un solo mercato: il sashimi giapponese, con una quota importante che arriva dall'ingrasso in gabbia nell'Australia meridionale. Lo stock, secondo l'ultima valutazione del 2023, era in ripresa ma ancora al di sotto dei livelli di rendimento massimo sostenibile: l'aumento è il risultato della procedura scientifica, non un liberi tutti.

Perché interessa a chi lavora in Italia? Il Giappone è anche il grande acquirente del tonno rosso atlantico-mediterraneo di qualità sashimi. Più tonno australe disponibile può alleggerire la pressione della domanda giapponese sul bluefin del Mediterraneo, un fattore che pesa sulla competizione per il prodotto migliore destinato a HoReCa e sushi.

Non è un effetto automatico né immediato, ma è una variabile da mettere nei piani di acquisto 2027.