Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi (PPWR) è applicabile dal 12 agosto 2026 e porta con sé una serie di obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR). Uno dei più pesanti per le piccole imprese è la nomina di un rappresentante autorizzato in ogni Stato membro in cui si vendono prodotti imballati direttamente al consumatore finale.
Il 5 ottobre la commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo ha approvato la propria posizione su una proposta della Commissione che sospende questo obbligo: 74 voti favorevoli, nessun contrario, 4 astenuti. La Commissione proponeva una sospensione fino al 2035; l'ENVI vuole riservarla alle PMI con sede nell'UE (sotto i 250 dipendenti) e farla terminare automaticamente quando entreranno in vigore regole complete sull'economia circolare. Per i produttori extra-UE l'obbligo resta.
Per il settore ittico il caso concreto, come ricorda Pesceinrete, è quello di un'azienda italiana che vende conserve o prodotto confezionato con il proprio marchio direttamente ai consumatori in un altro Paese UE, ad esempio tramite e-commerce. È qui che il rappresentante autorizzato pesava di più, in termini di costi e burocrazia.
Due avvertenze. La prima: non è un'esenzione. Registrazione nei registri nazionali dei produttori, reportistica e contributi ai sistemi EPR restano dovuti. La seconda: la misura non riguarda le transazioni B2B né l'export in generale.
Il calendario: voto in plenaria tra il 19 e il 22 ottobre, poi il negoziato con il Consiglio, dove alcuni Stati hanno già espresso riserve. Chi vende all'estero con propri marchi farebbe bene a mappare comunque gli obblighi EPR Paese per Paese: la sospensione, se arriverà, riguarda un solo tassello.