GFCM a Roma: divieto di pesca a fondo oltre 800 metri?

Dal 26 al 30 ottobre si tiene a Roma la sessione annuale della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM), l'organismo della FAO che fissa le regole di pesca per l'intero bacino. Tra i temi sul tavolo c'è una proposta che riguarda da vicino chi lavora con il pesce di profondità: il divieto di pesca a fondo oltre gli 800 metri.

La proposta non è nuova. Il comitato scientifico della Commissione la sostiene per il secondo anno consecutivo, e la discussione si gioca sui piani di gestione per l'Adriatico e lo Stretto di Sicilia, dove molte specie demersali e di profondità vengono ancora pescate. Le decisioni prese a fine mese non entrano in vigore da un giorno all'altro: diventano raccomandazioni vincolanti e poi regolamenti nazionali, quindi l'effetto pratico arriva con la stagione successiva.

Il pesce più esposto è quello che vive a grande profondità. Il gambero rosso mediterraneo, Aristaeomorpha foliacea, è la specie simbolo di questa pesca: cresce e si cattura in fondali profondi, e il suo prezzo e la sua disponibilità dipendono dalle quote e dalle zone aperte. Anche altre specie di fondo profondo rientrano nel perimetro della discussione.

Cosa conviene fare adesso. Per chi acquista o vende pesce di profondità, la prima mossa è mappare da quali zone e da quali flotte arriva oggi il prodotto. La seconda è chiedere ai fornitori un piano B per le specie a rischio, con pezzature e provenienze alternative. La terza è seguire la sessione: le decisioni di fine ottobre diranno quali margini restano davvero aperti.

Il Mediterraneo sta mostrando segnali di recupero degli stock, ma la regola non si decide solo con i numeri: si decide in una stanza a Roma tra pochi giorni. Chi aspetta la pubblicazione ufficiale per muoversi arriva tardi.